Una Chiacchierata con Orlando Timperio sulla Campagna Olearia 2019


Orlando Timperio, CEO Oleificio Timperio

L'Oleificio Timperio è un’azienda storica che ha fatto propri i valori del presente, quali la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente, garantendo sempre la qualità del suo storico prodotto: un connubio di gusto e salute realizzato con le più moderne tecnologie.

L’azienda, orgogliosamente molisana e certa della qualità del suo olio, svolge test di laboratorio basati sul sistema Panel che monitorano costantemente le fasi di produzione, in modo da offrire anche al cliente più esigente e ai mercati internazionali, un prodotto di eccellente qualità.

Parliamo di questo con Orlando Timperio, CEO dell’azienda.

Che cosa vuol dire essere produttori di olio extra vergine e olivicoltori nel XXI secolo? «A mio avviso, significa coniugare la cura nella selezione della materia prima e il profondo rispetto per le antiche tradizioni contadine, con le più moderne e innovative tecniche di produzione. L’obiettivo è creare un prodotto puro, di qualità certificata, che possa essere consumato in serenità dalle famiglie ».

Ci potrebbe raccontare brevemente la storia della vostra azienda? «L'azienda è stata fondata nel 1943 dai miei genitori, Michele e Anna Timperio. La nostra è una storia di famiglia, di passione per la terra, per la natura incontaminata e, ovviamente, per le olive. Prima di essere oleari, i miei genitori erano olivicoltori. Dal 1992 collaboriamo con la facoltà di Agraria dell'Università degli Studi del Molise con l’obiettivo di migliorare costantemente la qualità dei nostri oli sia dal punto di vista nutrizionale che da quello organolettico. Nel 2004 abbiamo installato il nostro primo impianto a ciclo continuo, con spremitura a freddo e nel 2017 abbiamo aggiornato il nostro sistema di estrazione. L’obiettivo è ridurre il lasso di tempo fra la raccolta e la molitura per migliorare ulteriormente la qualità delle nostre produzioni».

L’olio molisano è considerato uno dei migliori. Come ci si sente a dare il proprio contributo a questa eccellenza? «Molto orgogliosi. Il Molise è caratterizzato da una storia produttiva alquanto significativa, fatta di tradizioni rurali centenarie e di relazioni sociali. Io ho sempre creduto nell’importanza di creare un network di aziende perché il risultato del singolo passa attraverso l’impegno del gruppo».

Parliamo dell'annata 2019. Come la giudica? «La campagna olearia 2019 è stata eccezionale, soprattutto dal punto di qualitativo. Test di laboratorio hanno misurato un’acidità media delle nostre produzioni nell’ordine dello 0,20% e numero perossidi di tasso 2,7. La chiave del successo è stata probabilmente l’utilizzo esclusivo dell’oliva nera di Colletorto, la cultivar locale autoctona. Altri fattori molto importanti sono stati il microclima ottimale del nostro territorio, l'elevata resistenza delle nostre olive agli attacchi della mosca olearia, la notevole resistenza all'ossidazione e le attente pratiche di lavorazione».

Che cosa significano quei dati? «Tralasciando aspetti troppo tecnici, considerate che un olio che supera lo 0,8% di acidità non può essere un extravergine d’oliva, mentre uno che ne possiede lo 0,4% è considerato molto buono. Per quanto riguarda i perossidi, misurano la capacità dell’olio di conservarsi nel tempo e già sotto il livello 7 un olio è considerato ottimo, figuriamoci il nostro, che è a 2.7».

Perché avete deciso di puntare proprio sul mercato del Sud-Est Asiatico? Quali sono le sue prime impressioni? «Abbiamo puntato al mercato del Sud-Est per una serie di motivi. Innanzitutto è un mercato che ha goduto di una crescita economica sostenuta con un tasso medio di crescita del PIL del 5%. È una regione molto popolosa che conta oltre 540 milioni di persone e una classe media/borghese in espansione. Inoltre, proprio questa classe media, sta acquisendo un crescente interesse verso prodotti nutraceutici, che sono sostanze alimentari che massimizzano gli effetti benefici sul nostro organismo. Le popolazioni del sud-est asiatico sono fortemente attratte dalla cultura culinaria occidentale e il Made in Italy è percepito in maniera molto positiva. A questo si aggiunga il fatto che il sud-est asiatico offre livelli elevatissimi di stabilità economica, politica e finanziaria e questo fa sì che i rischi del business siano molto contenuti. Infine, c’è un’economia digitale molto avanzata che dà l’opportunità di aprire nuovi mercati, diversi da quelli tradizionali. Tutte queste considerazioni ci hanno portato a puntare su quest'area che per noi è ideale».

Avete pensato o state pensando anche ad altri mercati? «Vogliamo rafforzare la nostra presenza sui mercati in cui già operiamo, soprattutto quello nazionale. Il Sud-Est Asiatico è un esperimento. Siamo partiti con Singapore e cercheremo nel tempo di espanderci nei paesi limitrofi».

Vorrei provare il vostro olio e vivo nel Nord Italia. Come posso fare? «Semplicissimo! Sia in Italia che in Europa, la nostra rete di distribuzione è molto ben strutturata e consolidata. Ad oggi, riusciamo a consegnare su tutto il territorio nazionale in pochissimi giorni lavorativi, basta comunicarci il vostro indirizzo e voilà, al resto ci pensiamo noi».

Sono milanese e per noi la cotoletta deve essere fritta nel burro, preferibilmente chiarificato. Riesce a farmi cambiare idea? «Capisco la tradizione, ma se analizziamo la tipologia di grassi, vediamo che il burro contiene prevalentemente grassi saturi mentre l'olio EVO contiene prevalentemente grassi insaturi. La differenza tra i due non è affatto trascurabile. I grassi saturi, infatti, sono tendenzialmente dannosi in quanto innalzano il livello di colesterolo nel sangue, quelli insaturi, invece, sono grassi buoni, perché contribuiscono a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, infarto del miocardio e ictus. Inoltre, l’olio EVO presenta un alto livello di vitamina E, cioè antiossidanti utili per il rinnovamento cellulare e per la prevenzione del diabete. Il colesterolo è praticamente assente e il punto di fumo è molto più alto per l’olio rispetto al burro. Quest’ultimo parametro è un elemento chiave quindi, come può vedere, una cotoletta fritta in olio EVO è assolutamente più salutare rispetto a una in cui è stato utilizzato il burro. Lo dicono anche i nutrizionisti e credo, che per stare meglio, sia giusto modificare un po' la tradizione. Come le dicevo prima, siamo un'azienda storica che guarda al futuro!».

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