La cimice asiatica, flagello degli ulivi e dell’agricoltura in generale


Uliveto Pugliese

Adesso ci si mette anche la cimice asiatica. Non bastava la xylella (leggi qui il nostro articolo sulla xylella), per quei poveri ulivi pugliesi. È apparsa nel Leccese.

La Puglia non può permettersi l’invasione di altri virus alieni [..]. La cimice asiatica, tra l’altro, si accanisce anche sulle olive.

Lo ha detto il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.


È stato indetto un tavolo interministeriale di crisi per la cimice asiatica, che sta causando danni stimati per ora in circa 250 milioni di euro, sempre secondo Muraglia, il quale vorrebbe

Una strategia complessiva della Regione contro le numerose e incontenibili malattie delle piante che arrivano in Puglia attraverso le frontiere colabrodo dell’Ue.

La cimice asiatica nel Nord Italia


A dire la verità, la cimice asiatica non attacca solamente la nostra pianta preferita e non è attiva solo in Puglia.


Per esempio, gli agricoltori veneti sono molto preoccupati per la diffusione della cimice asiatica. Nel Vicentino soprattutto ci sono già stati i primi danni all'agricoltura.


Andrea Cavazza, della sezione Viticoltori di Confagricoltura Vicenza, ha detto:

Tra gli agricoltori c’è apprensione. Nelle campagne quest’anno c’è un aumento abnorme di cimici asiatiche, sulle viti e sui frutteti ma anche nei magazzini aziendali. Secondo me l’incremento arriva anche al 70%. Per ora non hanno fatto danni all’uva, ma temiamo che con la prossima stagione possano cominciare a dare problemi. Sappiamo che stanno già attaccando gli ulivi e siamo solo agli inizi. Il timore è che con la prossima stagione, quando gli insetti si moltiplicheranno ulteriormente, la cimice cominci a diventare una vera minaccia per le nostre campagne”.


Ecco, invece, le parole, di Andrea Foroni, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Veneto:

Siamo molto preoccupati, perché la Halys non ha antagonisti naturali e rischia di diventare una grave minaccia per i nostri raccolti: sverna nelle case e negli anfratti riparati, quindi da marzo a fine estate continua a fare uova e si riproduce in maniera massiccia. La difesa chimica non è sufficiente, considerato il periodo lunghissimo in cui l’insetto alberga nei frutteti. L’unica vera possibilità di lotta, attualmente, è coprire gli impianti con reti chiuse, modificando e ampliando le protezioni presenti contro la grandine, ma si tratta di un investimento molto impegnativo per aziende in affanno. I frutticoltori non hanno liquidità, perché da anni lavorano in perdita. Chiediamo perciò alla Regione di attivarsi in tempo per affrontare la piaga, prevedendo nel Psr fondi appositi per l’adeguamento delle reti”.


Nel 2016 la cimice asiatica fatto scendere anche del 40% la produzione di pere in Emilia.


In generale, molte zone del Italia settentrionale sono state invase da questo parassita, che ha attaccato anche altre regioni europee.


L’Emilia Romagna e il Piemonte sono state le prime regioni a esserne colpite dalla cimice asiatica, già nel 2014. Ma l’anno scorso e quest’anno le devastazioni si sono moltiplicate in maniera esponenziale e la cimice asiatica è arrivata anche in altre regioni.


In Italia il primo esemplare è stato rinvenuto in provincia di Modena nel settembre 2012 ed è stato studiato dall'Università di Modena e Reggio Emilia.


Secondo la Coldiretti ci potrebbero essere perdite del 20-25% della produzione, con punte del 40%.


La cimice asiatica sta combinando disastri in tutta la Lombardia. Rischiamo davvero una emergenza al Nord simile a quella della xylella se non attiveremo per tempo una strategia integrata di intervento.

Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia.


Gli assessori all'Agricoltura di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento, Emilia Romagna e Piemonte si sono riuniti per discutere del problematica.


Le Regioni hanno usato i propri soldi per trovare dei rimedi, ma occorre un incontro a livello nazionale, con i ministri competenti.


Questa è una vera a proprio emergenza che va trattata con misure e stanziamenti specifici come fatto, per esempio, per il settore dell'olio pugliese contro la xylella

ha dichiarato Rolfi.


Che cos’è la cimice asiatica?


Il suo nome scientifico è halyomorpha halys ed è un insetto vorace e aggressivo che è arrivato dall’Estrtemo Oriente (Cina, Giappone e Taiwan). Ha la capacità di riprodursi molto velocemente e attacca ogni tipo di pianta, con effetti devastanti per le colture. Viene detta anche cimice marmorata e cimice asiatica.


È arrivata accidentalmente in America settentrionale, dovei primi esemplari sono stati osservati nel settembre del 1998. Vi è arrivata accidentalmente, dentro a container e probabilmente infilandosi dentro a imballaggi e bagagli del traffico internazionale di merci.


Sempre attraverso le rotte commerciali, ha raggiunto il nostro continente nei primi anni duemila per essere identificata in Italia per la prima volta nel 2012, in Emilia Romagna.


Per saperne di più, cliccate qui. Paradossalmente, la cimice asiatica è diffusa di qui che nei suoi luoghi di origine. Questo p er due motivi:


  1. Qui si riproduce più volte all’anno e là una sola

  2. Qui non sono presenti i suoi nemici.

E allora, qualcuno ha avuto l’idea di introdurre in Occidente le vespe samurai, nemici naturali e mortali delle cimici asiastiche


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