Qualche consiglio su come adattare la propria dieta all' isolamento forzato in casa

Updated: Jul 24


In questo momento di quarantena forzata contro il Covid-19, abbiamo meno possibilità di muoverci per bruciare calorie. Ogni giorno, per le nostre attività, ne consumiamo un numero pari a ciò ci serve e, ovviamente, chi corre la maratona consumerà più calorie di chi guarda la televisione.


Le calorie non vengono bruciate solo attraverso l’attività sportiva poichè anche il tragitto a piedi fino al posto di lavoro o la salita delle scale ce ne fanno consumare molte. Una persona mediamente allenata brucia circa 2.500 Kcal al giorno, di cui 500-1.000 con l’attività fisica.


In questo periodo, in cui le nostre abitudini sportive si scontrano con le restrizioni dell'epidemia, dobbiamo cercare di non abbandonare le buone pratiche, bensì di riorganizzarle all'interno delle nostre case. Dobbiamo inoltre essere più attenti alla nostra alimentazione prediligendo i grassi vegetali (come l'olio evo) a quelli animali (come il burro) e limitando le porzioni e il consumo di alcol.


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Antiossidanti e Polifenoli contro il COVID-19


Ma non è solo una questione di peso. Ora più che mai dobbiamo rafforzare il nostro organismo per difenderci dal COVID-19 e le vitamine, con le loro proprietà antiossidanti ci aiutano a stare meglio (qui trovate una lista dei cibi più ricchi di proprietà antiossidanti).


Anche i polifenoli possono esserci utili nella prevenzione del COVID-19 e sappiamo che l’olio evo ne contiene in gran numero. Ciò detto, non esiste alcuna evidenza scientifica che dimostri una stretta correlazione tra vitamina C e Coronavirus.


In questo periodo, circolano molte fake-news inerenti la pandemia in atto, e una di queste sostiene che la vitamina C possa farci guarire. Non è assolutamente vero!


L'ideatrice di questa stravagante teoria, che preferisce divulgare attraverso messaggi WhatsApp invece che in riviste scientifiche, sarebbe una ricercatrice di nome Shenme Minzi dell’Università di Zanjan. Peccato che Shenme Minzi si possa tradurre con Come ti chiami e che Zanjan si trovi in Iran. E' quindi evidente che siamo incappati nell'ennesima bufala.


Come Riconoscere una Bufala (Fake News)? (non solo in tempi di COVID-19)


Nell'era del COVID-19, il numero di fake news che vengono diffuse attraverso le varie piattaforme social e in internet, si è moltiplicato esponenzialmente. Vi invito a controllare bene quello che leggete e condividete, cercando di accertarvi della veridicità della notizia attraverso fonti attendibili. Voglio offrirvi 7 semplici consigli su riconoscere immediatamente una bufala, invitandovi ad approfondire quello che leggete.


  1. La notizia non viene riportata da fonti attendibili, come testate registrate, fonti ministeriali o blog che dimostrano una certa serietà (ve ne accorgete navigandoci dentro).

  2. La notizia viene riportata da fonti poco attendibili, famigerati per diffondere fake, spesso di carattere razzista. Spesso questi siti si citano a vicenda, creando un circolo di autoreferenzialità.

  3. Complottismo e rivelazione. Quasi sempre contengono espressioni come: “In televisione non ve lo diranno mai”.

  4. Clickbait e capslock.

  5. Anonimato. Come anticipavo, ho notato un crescente numero di fake news circolare sotto forma di messaggi audio in WhatsApp. In questi audio parlano delle persone che tendono quasi sempre a non presentarsi. Chi sei? Quali sono le tue referenze?

  6. Ufficialità. Anche questa è una parola chiave che deve metterci sul chi val là (vedi punto 1)

  7. Spesso contengono elementi improbabili, come la ricercatrice di cui ho parlato prima, che sembrano quasi inseriti dall’inventore della bufala per avvertirci, per dirci che ci sta prendendo in giro e che dobbiamo utilizzare la nostra capacità critica.

Naturalmente, questo non significa che se la notizia contiene alcuni di questi elementi, soprattutto quelli del punto 4, non dobbiate crederci, ma semplicemente che dovete approfondire.


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